La Casa di S. de Dume a Braga è un edificio dedicato all’accoglienza di sacerdoti anziani.
La proposta progettuale si basa su un concezione “forte”: ad un impianto di partenza a T è stato aggiunto un blocco secondario più basso, che circonda il primo formando un cortile interno da un lato, e aprendo l’edificio al giardino dall’altro. Ha due fronti distinti: a nord una facciata in vetromattoni, bianca, uniforme, di luce; a sud una facciata nera, variabile, in tela e lamiera scure, pensata per consentire il controllo della luce solare, con balconi e profili nettamente ritagliati.
Questa dualità si percepisce nell’interno: una luce uniforme e costante in tutti gli spazi di circolazione; una luce forte e contrastante in tutti gli spazi pubblici e privati, nelle camere da letto e di soggiorno. La sequenza di spazi si articola a partire da un punto centrale, nell’intersezione delle braccia della T, dove si trova il foyer. Da qui si diparte, a sud e a ovest, una sequenza di camere, a est la cappella. Nella separazione del punto centrale delle braccia c’è un vuoto, con ampi balconi coperti, di notevole altezza.
Strutturalmente l’edificio è costituito da una maglia metallica regolare che definisce tutti gli spazi della Casa.
Questa rete è interrotta in due punti specifici: il foyer d’ingresso e la cappella. Nel contesto urbano, la casa di S. Martinho de Dume, con l’edificio del Seminario in alto a est, la residenza episcopale a ovest e la futura costruzione da realizzare sul lato nord, costituiscono un parco che inquadra e nobilita ciascuno degli edifici esistenti e da costruire.
Si crea così un vuoto interno simbolico dove si raccolgono i vari momenti della vita sacerdotale: lo studio, la pratica pastorale, il riposo e il raccoglimento alla fine della vita.
IMAGO – ATELIER DE ARQUITECTURA E ENGENHARIA
traduzione di Cecilia Santanchè
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