Il “Programma nuove chiese” della diocesi di Roma

Quest’oggi, alle ore 11:00 presso la sede della CEI in Circonvallazione Aurelia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione relativa alla prima fase dell’interessante “Programma nuove chiese” che ha come obiettivo la realizzazione di cinque nuovi complessi parrocchiali nelle periferie romane. Le parrocchie, già istituite, ma prive di strutture, sono: Santa Brigida di Svezia ad Ottavia, San Giovanni Nepomuceno Neumann a Montespaccato, Sant’Anselmo alla Cecchignola, San Vincenzo de’ Paoli ad Ostia e Sant’Anna a Morena (che sarà ampliata). 

È stato illustrato il percorso che darà avvio alla fase progettuale: una Manifestazione di interesse, condivisa con la Conferenza Episcopale Italiana, finalizzata a selezionare su scala nazionale i gruppi di professionisti che saranno invitati ai concorsi di progettazione. Le proposte saranno esaminate da una commissione giudicatrice e, ai gruppi vincitori, sarà affidato l’incarico professionale; la realizzazione delle opere avverrà successivamente tramite appalto integrato. Introducendo la conferenza stampa, padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma e moderatore dell’incontro, fa riferimento ai tre criteri che le proposte progettuali in concorso dovranno rispettare: sostenibilità, versatilità e riconoscibilità. 

Il Cardinale Baldo Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, intervenendo per primo, si sofferma in particolar modo sulla versatilità che dovranno possedere gli spazi parrocchiali in concorso; a fronte di un’utenza sempre più composita, espressione di dinamiche sociali in rapido cambiamento, sarà necessario pensare a spazi in grado di accogliere diverse specificità, catechesi, momenti d’incontro e di studio. 

Don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della CEI, nell’intervento che segue, sottolinea come i fondi e i contributi disponibili per l’edilizia di culto, provenienti da dotazioni proprie e dal contributo 8×1000, diano la possibilità di promuovere direttamente sia i nuovi interventi sia la manutenzione ed il restauro delle 68.000 chiese che dipendono esclusivamente dall’autorità dei vescovi. Il metodo che si propone per tutte le attività è quello del concorso rivolto a gruppi qualificati che comprendano le tre figure fondamentali per una corretta progettazione dei luoghi di culto: l’architetto, l’artista e il liturgista. Infine, fornisce alcuni dati tra cui spiccano i 37 interventi realizzati solo a Roma tra il  2000 e il 2025, comprensivi di complessi parrocchiali (25), acquisto di aree (7), completamenti o ampliamenti (4), costruzione dei soli locali di ministero (1).

A conclusione, l’architetto Emanuele Pozzilli, direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto della diocesi di Roma, mette in evidenza le attività preparatorie del “Programma nuove chiese” sottolineando un elemento metodologico fondamentale: la relazione con i parroci e con le realtà interessate dagli interventi, che ha portato alla definizione precisa sia degli spazi effettivamente necessari, sia dei relativi standard dimensionali, evitando così quegli onerosi sovradimensionamenti che molto spesso neanche soddisfano i reali bisogni delle singole comunità. Tornando, infine, ai tre criteri citati all’inizio, l’architetto  vede nella tecnologia del legno la concreta possibilità di coniugare sostenibilità ambientale ed economica, nel rispetto della manutenibilità e della riconoscibilità degli spazi come luoghi di preghiera personale e comunitaria.

Claudio De Meo 

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