Workshop Church for the Future 6 Il Poliedro dell’incontro: un’architettura ecumenica per la città di Bari

 

Dal 26 gennaio al 5 febbraio 2026 si è svolta la sesta edizione del workshop della Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano, grazie al contributo di Conferenza Episcopale Lombarda, Fondazione Frate Sole, fondazionemarionanni, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e il supporto operativo di xFigura.ai.
Presentiamo di seguito i temi, la dinamica didattica e i risultati del laboratorio intensivo di progettazione architettonica cui hanno partecipato 22 studenti dei corsi di laurea della Scuola che hanno, attraverso un lavoro di atelier, ideato quattro proposte corrispondenti ai “temi poliedrici”: Matrice, Variabile, Icona, Luce.

Comprensione attuale dello spazio sacro e fondazione di luoghi celebrativi
L’obiettivo di un progetto spaziale consapevole è quello di creare luoghi che siano sensibili alla poetica dell’esperienza umana e, allo stesso tempo, criticamente consapevoli della politica delle dinamiche di potere che la modellano. Si tratta di far confluire flussi organico-culturali su due movimenti complementari:

  • Dimorare: è il movimento verso l’interno, mappa lo spazio e il tempo, fornendo un senso di appartenenza e sicurezza.
  • Attraversare: è il movimento verso l’esterno che spinge a superare i confini terrestri, sociali e cosmici.

 

Lo spazio è allora sacro in quanto processo dinamico che si attualizza come soglia e ponte. Un progettista consapevole deve riconoscere che ogni intervento è un atto politico che media tra rivendicazioni concorrenti e decidere quali identità esprimere; deve contribuire a fondare luoghi dove il sacro viene rivelato attraverso la pratica rituale e l’interazione comunitaria, e creare un assemblaggio spaziale come forma di un vuoto composito che accoglie. Lo spazio è una costruzione sociale e culturale che abilita relazioni. La sua configurazione fisica, sociale e mentale determina il potenziale per la rivelazione sensibile della spiritualità. Questo luogo non impone un precetto, ma funge da catalizzatore per l’esperienza autentica, la memoria e la celebrazione.

Variabile
Variabile
Luce
Luce

 

Segno e ruolo dell’architettura spirituale nella città
In accordo con il Comune di Bari è stata scelta un’area di esercitazione in località Palese, prossima al mare e all’interno di una zona di rinnovamento urbano. Il concept è una proposta di inserimento dell’edificio spirituale in modo periferico e organico all’interno di una trama urbana sparsa e tuttavia densa di costruzioni, come un elemento catalitico significativo che suggerisce un’organizzazione dello spazio di prossimità in relazione ai percorsi e ai volumi circostanti.
L’edificio deve agire da Polo Attrattivo Urbano (Motore di rigenerazione), un nodo di aggregazione che supera la frammentazione del quartiere con la creazione di una rete sociale complessa e bidirezionale, anziché di un semplice flusso univoco, mostrando l’integrazione di significati spirituali, culturali e sociali, e definendo l’architettura come un vero e proprio hub urbano ibrido. Sfera civica, sfera religiosa, sfera comunitaria sono aree di autorità congiunta e collaborativa fondamentali per il funzionamento di un polo ecumenico e comunitario integrato nella rigenerazione urbana.

Matrice
Matrice
Icona
Icona

Manifesto per una visione poliedrica nello spazio spirituale
L’architettura spirituale poliedrica è la risposta poetica a queste scelte. Si configura come uno spazio aperto: non chiuso né concluso, ma dialogante, relazionale, esplicito. Il poliedro, con le sue facce differenti e asimmetriche, custodisce la pluralità senza ridurla a unità indifferenziata, mostrando con chiarezza la dignità di ogni prospettiva. Ne deriva una geometria plurima, contaminabile, capace di farsi luogo di scambio e incontro. Così l’edificio diventa interiorità estroversa che si rigenera continuamente, una forma dinamica dove l’esperienza estetica e spirituale si manifesta come equilibrio sempre provvisorio fra differenza e comunione. L’ASP è:

  1. Unità che accoglie la differenza: il poliedro rappresenta un’unità che non annulla la molteplicità: ogni faccia mantiene la propria forma, luce e orientamento. Così la comunità e l’architettura riconoscono la dignità delle differenze senza appiattirle.
  2. Spazio del dialogo: il poliedro non è un corpo chiuso: le sue sfaccettature creano passaggi di luce, varchi di relazione, angoli che invitano all’incontro. Lo stesso vale per la cultura, quando si fa ponte fra saperi, esperienze e fedi.
  3. Valore di ogni prospettiva: ogni faccia contribuisce alla figura complessiva. Nel poliedro spirituale, come nella cultura e nell’educazione, non esistono margini irrilevanti: il tutto dipende dalla presenza di ciascuna parte.
  4. Segno luminoso nel mondo: il poliedro, di giorno avvolto dalla città, di notte si accende. È simbolo di una presenza che non domina, ma illumina: punto di riferimento per chi cerca senso e orientamento.
  5. Dinamismo e metamorfosi: il poliedro non è mai statico: la luce lo modella, il tempo lo trasforma, lo sguardo lo reinventa. Così anche la comunità e la cultura vivono in continua conversione e dialogo.
  6. Bellezza come linguaggio universale: la poliedricità diventa estetica: la geometria che custodisce differenze, la luce che plasma volumi, il ritmo che ordina pluralità. La bellezza del poliedro parla a tutti, oltre i confini confessionali o culturali.

 

Un’architettura spirituale poliedrica (ASP) per la città di Bari
Il progetto di un’architettura ecumenica per la città di Bari nasce dalla collaborazione con l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto come un’opera-segno. L’obiettivo è creare uno spazio marcatamente cristiano-ecumenico, ma intrinsecamente aperto all’accoglienza e alla preghiera di ogni fede, promuovendo un messaggio profetico di pace e fraternità per l’intera società civile. Il carattere del progetto si sviluppa su cinque livelli concettuali e materici:

  1. Le Radici e la Terra: il basamento dell’edificio celebra la memoria del territorio attraverso la sapienza costruttiva rurale pugliese (trulli, masserie, muri a secco). Non si tratta di nostalgia, ma di un radicamento etico: utilizzare la pietra e le tecniche millenarie come fondamenta stabili per sostenere la contemporaneità e il futuro.
  2. La Materia e la Percezione: l’architettura si presenta come un poliedro dove ogni faccia utilizza un linguaggio materico differente. Il Legno rappresenta la vita che muta e l’equilibrio naturale; il Metallo riflette la luce e la conoscenza, unendo tecnologia e spirito; i Minerali, attraverso il colore e le trasparenze (vetrate e mosaici), definiscono lo spazio come un passaggio fluido tra percezione e spiritualità.
  3. Il Dialogo tra Fedi: l’architettura riflette la vocazione storica di Bari, città di San Nicola e ponte tra Oriente e Occidente. Lo spazio favorisce l’incontro tra la tradizione cattolica, quella ortodossa e le radici abramitiche, aprendosi al confronto con le altre fedi per promuovere giustizia sociale e libertà, ripudiando ogni forma di discriminazione.
  4. L’Integrazione con il Creato: l’edificio non è isolato, ma dialoga con gli elementi naturali: il mare, il vento e la luce sono parte integrante del progetto. La costruzione segue criteri di sostenibilità e rigenerazione urbana, rendendo l’inserimento paesaggistico una vera e propria dichiarazione etica di rispetto per l’ambiente.
  5. La Luce e l’Elevazione: il vertice della struttura è concepito come il punto di convergenza di tutte le tradizioni. Qui, la luce smette di essere solo un elemento fisico per farsi chiave simbolica: un’apertura perenne che trascende la materia e orienta l’esperienza umana verso il trascendente e l’ineffabile.

 

 

Le Quattro Architetture Spirituali Poliedriche
La poetica dell’Architettura Spirituale Poliedrica si affranca dalle risposte usuali e usurate alla crisi di “riconoscibilità” dell’architettura religiosa moderna e sposta il paradigma della riconoscibilità con un triplice carattere: l’identità come molteplicità (Sintesi delle differenze), dove il poliedro è metafora di Fede, Identità e Comunità; la riconoscibilità come variazione archetipica, dove la vera potenza risiede nella sua ripetibilità variabile; e il logo spirituale del Contemporaneo, un carattere simbolico non dispersivo che permette di creare un canone estetico chiaro per ogni luogo. La riconoscibilità non è nella copia, ma nel principio generativo di ogni architettura spirituale.

I progetti si sono basati su quattro archetipi che rappresentano le varianti compositive dell’Architettura Spirituale Poliedrica (ASP), intesi come percorsi aperti alla co-creazione attraverso l’Intelligenza Artificiale:

  • Il Poliedro Matrice: si manifesta attraverso una materia densa e complessa, capace di generare una forma poliedrica coesa. Il cuore di questa variante risiede nella tensione strutturale che definisce lo spazio, ergendosi a simbolo dell’ordine geometrico e del codice generativo.
  • Il Poliedro Variabile: propone una materia composta da elementi poliedrici distinti, interconnessi tramite giunti dinamici o tracciati di forza. Questa modulazione suggerisce un equilibrio tra autonomia e interdipendenza, simbolo della relazione e della molteplicità.
  • Il Poliedro Icona: si esprime come un medium essenziale e potente, definito da linee e piani asimmetrici. La sua materialità pura lo identifica come un segno espressivo, simbolo dell’identità e dell’impronta santa.
  • Il Poliedro Luce: caratterizzato da un involucro prevalentemente trasparente o traslucido che custodisce al suo interno una rete o un nucleo luminoso. Simboleggia la chiarezza della Rivelazione, dove l’edificio manifesta e rifrange la luce.

 

Il processo come principio fondatore del progetto
Tutto il lavoro di ricerca progettuale si è svolto sperimentalmente con il supporto della piattaforma xFigura.ai.
L’ASP è l’esempio possibile di come un’estetica critica e robusta possa emergere nell’era digitale, sfruttando l’IA per progettare non un “cosa” storicizzato, ma un “come” dinamico e inclusivo. L’avanguardia oggi è la progettazione cosciente di questo processo generativo che unisce l’ordine fondante del rito con la potenza sistemica del codice.
Questo principio è stato profeticamente inaugurato da Marcel Duchamp e dal suo Grande Vetro (1926). L’opera è l’esecuzione di un sistema codificato dove l’artista accetta l’elemento del caso come parte del processo. Sorprendentemente, questo primato del processo trova un potente parallelo in Romano Guardini e nella sua spiritualità liturgica: per Guardini, il valore del rito risiede nel “come” la struttura viva e oggettiva del rito plasma il partecipante.
L’Intelligenza Artificiale è il medium che oggi incarna la processualità su scala planetaria. Il paradigma non è più “Di-segnare” (l’esecuzione lineare dell’idea), ma “Di-sognare” (la generazione di visioni attraverso la codifica dell’intenzione). L’architetto deve fornire l’indirizzo che costringe l’IA a “tralignare” dalla media statistica per atterrare sulla singolarità del progetto attraverso tre stadi:

  1. Vibe Coding: il linguaggio naturale per codificare l’atmosfera, la luce e l’intenzione estetica.
  2. Workflow tattico: la gestione delle ramificazioni e l’utilizzo del toolset come laboratorio di confronto per la validazione del processo.
  3. Curatela strategica: la metodologia di presentazione del progettista come curatore della visione finale.

Il dialogo generativo con l’IA crea un’architettura basata sulla molteplicità del pattern e sull’azione dinamica della luce, elevando il processo geometrico poliedrico inestato alla località a canone estetico del contemporaneo. L’IA è un co-creatore che ridefinisce l’inventiva e la maniera di progettare lo spazio e le immagini, in un modo vivo e spirituale dove, come nelle parole senza tempo di Le Corbusier, la construction c’est fait pour tenir et l’architecture pour émouvoir.

 

Studenti

Poliedro Matrice: Stefano Erba, Vittoria Nalin, Anna Riva, Piergiorgio Sperandeo, Ludovica Zappella

 

Poliedro Variabile: Mariana Afonso, Giacomo Casto, Jacopo Cicchetti, Talal El Masri, Matilde Oliveira, Júlia Sobral

 

Poliedro Icona: Niccolò Dapretto, Pierre Gadalla, Myrna Schmidt, Jiang Wenjing, Ou Ziyang

 

Poliedro Luce: Stephany Huanilo, Anna Ladogana, Matteo Leone, Manuela Moreno, Filippo Verardo, Ruilian Wei

 

Ideazione e Coordinamento didattico: Tino Grisi

Responsabile accademico: Marco Bovati

Tutor: Francesca Daprà, Andrea Marcuccetti

Ospiti: Marco Borsotti, Carlo Capponi, George Guida, Giovanna Iacovone, Luigi Leoni, Antonio Lattanzio, Francesca Leto, marionanni.

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