Church for the Future | Post-Olympics

 

Church for the Future | Post-Olympics

Sono aperte le iscrizioni al workshop “Church for the Future ® | Post-Olympics”. La 7ª edizione del laboratorio intensivo di progettazione architettonica si terrà dal 22 giugno al 2 luglio 2026 presso il Politecnico di Milano. Al centro della riflessione progettuale vi è l’Arco della Pace , sito storico urbano che ha custodito il braciere olimpico e inaugurato i Giochi Invernali del 2026 con un inedito incontro interreligioso. L’obiettivo della manifestazione è trasformare quell’evento effimero in una memoria spaziale permanente. Tutto il lavoro sarà condotto con l’ausilio della piattaforma xFigura.ai.
Il progetto: oltre il monumento, l’evento spaziale
La sfida lanciata agli studenti non è quella di disegnare un edificio sacro tradizionale , bensì un “Incontro Spaziale” e un luogo di celebrazione ecumenica e dialogo interreligioso. L’intervento si propone come un’architettura dell’ascolto e dell’accoglienza , capace di generare spazi di silenzio attivo nel cuore del dinamismo metropolitano.
Il workshop si svilupperà su tre binari metodologici e operativi principali:
• Reversibilità Strategica e Leggerezza: Esplorazione della “Light Architecture” attraverso strutture temporanee e amovibili (legno, tessuti tecnici, membrane) capaci di coniugare solennità spaziale e rispetto assoluto del vincolo di tutela del sito.
• Interferenza Creativa con l’Eredità di Viganò: Nel trentennale della morte di Vittoriano Viganò , i progetti dialogheranno con la sua celebre sistemazione della piazza (la “Piazza delle Relazioni”). Seguendo l’approccio costruttivista del Maestro , le proposte procederanno per assemblaggio di elementi distinti in profonda sintonia con le geometrie del suolo.
• L’A-Tipicità del Sacro: Una ricerca tecnica e compositiva che ridefinisce il volume simbolico al di fuori dei canoni tradizionali , sfruttando la luce, l’acustica e la postura dello spazio.
Una Chiesa “pellegrina” e plurale
Rinunciando alla logica dell’occupazione permanente del suolo, l’architettura si fa espressione di una precarietà peregrinante. Posizionato in modo etereo e leggermente defilato rispetto all’asse monumentale,l’intervento non occluderà la vista dell’Arco di Cagnola, ma ne ridefinirà l’orientamento, trasformandosi in un filtro di luce e in un vibrante mediatore verso il trascendente.
L’inziativa didattica è sostenuta da: Conferenza Episcopale Lombarda, Fondazione Frate Sole, fondazionemarionanni.

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